[-] elettrona@poliversity.it 1 points 1 day ago

@betelgeuse93 @gaetanov62 @informatica @informapirata Anche se, a dire il vero, nei tempi attuali di fruizione PASSIVA dei contenuti, non mi stupisce molto pensare che le persone non sappiano le cose. Non gli arrivano davanti al naso.
Tempo fa era uscita una storia su Tony Pitony, chi avesse scoperto la sua faccia. Insomma, uno poi è andato a dire "tony pitony mi ha denunciato, e sono venuto a sapere anche il suo nome e cognome"...
E mezzo facebook ci era caduto. In realtà, Tony Pitony non aveva denunciato nessuno. E la faccia neanche si sa se è vera. Il nome e cognome però è chiaro, basta andare nelle info di qualunque suo brano, nella sezione autori. Si individua facilmente perché nome vero e d'arte hanno la stessa forma...
Ai miei tempi di internet quindi primi 2000, chi faceva la voce grossa parlando di denunce (fatte o subite) veniva preso in giro. Nel migliore dei casi lo si chiamava cartOOney, nel peggiore lamer. Anche se lamer era principalmente chi faceva la voce grossa informaticamente senza avere competenze reali.

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 1 day ago

@betelgeuse93 @gaetanov62 @informatica @informapirata ma davvero? No, questa non me l'aspettavo. Io ero rimasta col mio primo datore di lavoro che negli anni 80 era in Inghilterra con la moglie e pensava che "hardware" fosse un negozio informatico (era ferramenta).

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 1 day ago

@macfranc @mau @SerByron @fediverso "il futuro del fediverso sono blog, forum e newsletter col protocollo activitypub"... E avanti... Meno male non sono l'unica a pensarla così: a me piacerebbe un futuro in cui i cms hanno activitypub di serie, e nessuno dice bè. Federi e basta (ovviamente con l'interruttore on-off)

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 1 day ago

@gaetanov62 @informatica @informapirata le basi: prima un pc diverso dal 286 o dal commodore64, poi un sistema operativo (forse)

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 2 days ago

@lorenzodm @gnulinuxitalia Uno che ha bisogno solo di leggersi facebook e tiktok probabilmente gli basta una distro super base. Esigenze super specifiche, invece, non sempre i sistemi operativi open aiutano, ahimè.

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 3 days ago

@andre123 @giornalismo @mariosiniscalchi @macfranc @Vitalba Bisogna secondo me intendersi sul concetto di libertà: purtroppo, nelle posizioni estreme (destra o sinistra che siano) si tende a pensare che "libertà di espressione" sia esibire/performare qualsiasi cosa in qualsiasi luogo; io credo invece che ogni situazione vada gestita nel proprio contesto.
Vannacci fa un comizio in piazza? Vanno benissimo striscioni e cartelli. Va a presentare il suo libro all'unione ciechi (Salvini a Roma l'ha fatto)? A quel punto il cartello non serve più, perché nessuno dei partecipanti all'evento lo vede. E chi da dentro prova dissenso ma non sa come esprimerlo, si sentirebbe solo. In tal caso si prendono smartphone, smartwatch, buzzer, e si fa partire un audio tipo messaggio di errore di Windows ogni cazzata che dice. Uno, poi due, poi tre, poi si passa al suono di arresta il sistema...
In un ambiente chiuso magari tamburelli e barattoli di latta no. Quelli vanno bene come contromanifestazioni ai family day.
Fra l'altro, l'anno passato al Treviso Pride, c'è stata una manifestazione di disturbo; nella strada parallela si sono messi a leggere i vangeli. Si sono fatti vedere, ma non hanno usato violenza. Erano in quattro miserabili rispetto al corteo, io gli avrei tirato lo spray coi glitter addosso, ma capiamoci, il dissenso non sta solo quando è dalla mia parte!
Il saggio "la libertà finisce dove inizia quella degli altri" va tenuto in mente quando si organizza il disturbo. Non per far le carezze a chi disistimiamo, però agendo come i tagli sulle dita coi fogli di carta. Piccoli, ma profondi, e fanno un male cane per giorni.

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 3 days ago

@andre123 @giornalismo @mariosiniscalchi @macfranc @Vitalba Secondo me quelli che disturbano in modo pesante, vanno isolati con qualunque mezzo a disposizione. Attenzione: sto parlando di insulti, offese, mancanza di rispetto. Perché secondo me fischi, buuuuu, piedi che battono, tamburelli, barattoli di latta, campanacci o anche audio delle motoseghe, fanno parte del dissenso (già rutti e scoregge entrano nella zona grigia). Eventualmente se ci scappano uova o pomodori, là è abbastanza fuori limite (anche se, qualora parlasse Vannacci, glieli tirerei volentieri). Però il relatore, se è convinto della propria idea, dovrebbe comunque andare avanti con la discussione. Se no, diventa martire. Te la ricordi Roccella? La ministra "della famiglia". Era il salone del libro, o cosa. La fischiarono, le fecero i cori. Se ne andò, di sua sponte, e poi disse che le era stato impedito di parlare. Ma io dico: mona, se te si a prima che va via, cossa te te lamenti a far!!!
In reale non si può silenziare il rompiballe di turno. Ma ricordo in epoca covid, conferenza su ClubHouse, app audio chat che andava forte all'epoca. Gruppo di lettura. A un certo punto uno ha cominciato a fare discorsi novax/complottari e di estrema destra... Gli abbiamo spento il microfono da remoto (operazione che si può fare). Essendo cieco pure lui come la sottoscritta, io sapevo che clubhouse rispetto a zoom, non ti notificava a voce "ti è stato silenziato / attivato il mic". Quindi l'effetto è stato che il tipo è stato un quarto d'ora on line a parlare da solo, e visto che continuavamo a parlare tranquilli, magari si incazzava pure perché non lo badavamo. Il dissenso tutta la vita. Ma se invadi il campo e ci fai i tuoi bisogni in mano, ecco... Diventa un problema.

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 4 days ago

@macfranc @giornalismo Pardon, mi ero persa questo pezzo. Sì, se ricevi la segnalazione e non rimuovi (magari minimizzi pure), è giusto che uno ti mangi pure casa. E per quel che mi riguarda, dovrebbero pagarla tutti quelli che vanno a insultare nelle pagine legate alla cronaca nera.

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 4 days ago

@macfranc @giornalismo Già, le piattaforme dovrebbero pagare per aver consentito commenti inappropriati. Ma nel caso di una istanza fediverso, se tu ricevi insulti rivolti a un altro, potresti pure trovarti a pagare per qualcosa che tu potresti neanche aver visto. Hai idea del burnout?

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 4 days ago

@macfranc @giornalismo Sono pienamente d'accordo sul fatto che il giornalista, o comunque l'admin della pagina, non dovrebbe essere ritenuto responsabile della monnezza che gli altri commentano. Primo per una questione di dibattito che perde autenticità e rimuovere i commenti di propria iniziativa può reprimere il dissenso, e secondo perché un simile ragionamento, deresponsabilizza i commentatori "io posso scrivere quello che voglio, tanto poi se paga, paga Pantalone". Mi spiego? Invece se la figura da pirla ce l'hai fatta tu insultando, devi risponderne tu.
Dall'altro lato però, penso che qualcosa vada fatto. Uno non può venire a dare del pedofilo a chiunque, o a dire "morissero tutti" perché è libertà di espressione. Il dissenso non vuol dire che ti tiri giù le braghe e defechi sul piatto di chi non ti piace!

[-] elettrona@poliversity.it 1 points 4 days ago

@lorenzodm @gnulinuxitalia Io mio malgrado, di scegliere un sistema operativo ho un solo metodo. Senza quello, possono promettermi la luna...

[-] elettrona@poliversity.it 2 points 4 days ago

@ilsimoneviaggiatore @politica 16 anni di autocrazia parziale, sono sufficienti per rovinare un paese. Per far rassegnare le persone. Vale a dire: votare per mandare l'autocrate via dalle palle, ma tutti i divieti che ha imposto (tipo far ascoltare il cuore del feto a chi abortisce), sono diventati la norma e tutti si comporterebbero di conseguenza.

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Voghera: le parole hanno un peso

@politica

Studiare le parole e gli slogan, è una parte del mio lavoro per cui sono convinta che "non fatevi infinocchiare" in una campagna che si oppone a un candidato dichiaratamente omosessuale, sia un'offesa gratuita verso di lui anche se quel termine non c'entra con l'omofobia.
Qualcuno mi è però venuto a dire che "finocchio è come orbo, se tu che lo sei sdogani la parola orbo, allora anche finocchio".
Peccato che ORBO è una descrizione, l'altro è un giudizio.
Orbo viene dal latino orbus, orfano. Metafora di chi ha la vista solo da un occhio, anche se poi lo si usa anche per chi non ci vede da tutti e due. Da noi c'è pure l'espressione "orbo na recia, sordo un ocio" come dire "non ci vedo da un orecchio, non ci sento da un occhio".

L'altra invece arriva dal fatto che quella verdura fosse usata per mascherare i sapori quando non c'erano molte spezie. Una spezia che vale poco. Quindi per dire "un uomo che vale niente, un falso uomo"... C'è anche la versione violenta sui semi e i roghi ma non si capisce se sia leggenda. Fatto sta che apostrofare una persona con quella parola lì, non gli stai dicendo "attratto dagli uomini", ma "tu non vali niente".
In una campagna elettorale, usare quella parola su un avversario omosessuale è come se gli avversari di Meloni avessero messo la foto di un metro tagliato a metà, scrivendo "ci abbassiamo ad andare a putt..." prendendo di mira che Meloni è bassa, ed è una donna. Un'offesa gratuita che nulla c'entra con le idee politiche.

#elezioni #politica #voghera

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PREVENZIONE HIV IN EMILIA-ROMAGNA A RISCHIO: MARTEDÌ PRESIDIO IN REGIONE
@salute

Chiudere il centro per la profilassi pre-esposizione significa, per la regione Emilia Romagna e per l'Italia, avere nuove infezioni da HIV sulla coscienza. I tagli alla sanità stanno facendo male a tutti, e i gruppi community-based non ce la stanno facendo più

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